Chopin dopo Puccini in versione jazz

FIRENZE
Il Maestro viareggino aveva trascritto anche le “Quattro stagioni” di Vivaldi

Chopin dopo Puccini in versione jazz: la scommessa di Arrighini

di Silvia Mastrorilli

Cosa accomuna il jazz a grandi compositori classici come Vivaldi, Puccini e Chopin? Cobosce già la risposta chi ha assistito a un concerto del maestro Riccardo Arrighini, che da qualche anno si dedica a un’operazione coraggiosa e interessante, una delle poche in Italia. Arrighini è convinto di poter riscoprire le melodie classiche riproponendole in veste nuova, più moderna, mixandole nel linguaggio jazzistico, fatto di riarmonizzazioni e d’improvvisazione.

Ultimo esperimento, il concerto Chopin in jazz: le pagine del grande compositore polacco rielaborate con un risultato nuovo e bello da ascoltare: “Da quando ho cominciato questo progetto di fondere la musica classica e lirica col jazz - confessa Arrighini - avevo in mente di cimentarmi con Chopin, il mio preferito in assoluto, e, finalmente, nel 200° anniversario della nascita, il momento è arrivato. Obiettivo del mio progetto è avvicinare gli amanti della classica al jazz e viceversa, facendo capire che i due generi non sono così distanti”.

Il pianista, 42 anni, viareggino, diplomato al Boccherini di Lucca e per tanti anni presenza fondamentale a Umbria jazz, dopo aver incantato l’auditorium dell’ Ara Pacis con il concerto su Chopin, ieri sera ha suonato a Firenze al Teatro del Sale proponendo anche una divertente pièce in cui ha impersonato i personaggi di Chopin e di se stesso a colloquio.

LA Tournée dedicata a Chopin proseguirà il 26 marzo al Festival Pucciniano, il 24 aprile al teatro Guglielmi di Massa per Primavera Jazz e proporrà, il primo giugno a Seravezza, anche un’anteprima del suo nuovo progetto per il 2011, Verdi in jazz, con la corale Puccini di Grosseto.

L’ARTISTA non è nuovo a queste insolite ma affascinanti commistioni come testimoniano i due progetti precedenti: due dischi dedicati a Puccini jazz e Vivaldi jazz. Il primo, duplice progetto sulla figura di Giacomo Puccini con cui ha suonato in tutto il mondo, è nato dalla convinzione di Arrighini che “la musica di Puccini era talmente ‘avanti’che la si può rivedere in molti modi, grazie ai mezzi che un secolo in più ci ha consegnato, e ci permette di farla rivivere con infiniti accorgimenti”.
Quanto a Vivaldi, il pianista si è cimentato con Le quattro stagioni perchè Vivaldi ha, secondo lo stesso Arrighini, il grande pregio di essere ritmico e solare, caratteristiche che permettono di “tradurre”.

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