La Boheme in jazz

Un lavoro basto sulla rilettura in chiave jazz di tutta la struttura di base del capolavoro pucciniano, in cui spiccano arie quali “Che gelida manina”, “Sì, mi chiamano Mimì”, “O soave fanciulla”, “O Mimì tu più non torni”, “Quando me’n vo”, “Sono andati? fingevo di dormire”.

Con Riccardo Arrighini, al piano e alle tastiere, suona il trombettista Andrea Tofanelli, mentre Iacopo Vettori e Valentina Gianni interpretano e raccontano l’opera, ne illustrano i personaggi e la storia attraverso monologhi e dialoghi tratti sia dal libretto di Illica e Giacosa, sia dal libro “La vita della Bohème” di Henri Murger.

Un esperimento mai tentato prima, una sonorità nuova e travolgente in cui la musica jazz si mescola alla recitazione in un interplay incalzante, a tratti spiritoso, a tratti di grande intensità, in cui la recitazione si integra alla musica senza tradire la tensione drammaturgica della Bohème originale.

Con la partecipazione opzionale del pittore Stefano Cianti, che ne dipinge i quattro quadri in diretta con grande maestria e suggestione