Dr. Classic & Mister Jazz


“Dr Classic & Mr Jazz: Sound Evolution” nasce dalla mente eclettica del pianista Riccardo Arrighini.
Nel lavoro, come si evince dal titolo, si legano a doppio filo le due personalità del musicista.
Da un lato la parte “accademica”, sia classica che jazz, ereditata dal padre Franz, dall’altro quello sperimentale, pop/elettrico che urla dalla strada.
E’ proprio dal sogno di fondere la musica classica con il jazz che nasce quest’ incredibile opera che avvinghia mente e cuore di chi la ascolta.
La fusione “rinfresca” i compositori classici avvalendosi di arrangiamenti originali ma fatti di esperienza e cultura musicale di chi, la musica, la studia, suona ed ama da quando è nato.
“Da sempre amo l’elettronica”, dice Arrighini. “Musicalmente sono cresciuto con i suoni degli anni ’80, l’epoca del pop di Michael Jackson, ma anche della “Fusion” del “Pat Metheny Group” o degli “Steps a Head” o “Yellow Jackets”, per non parlare del Miles Davis di “Tutu”… certe sonorità hanno lasciato in me una traccia indelebile. Come diceva il grande Joe Zawinul (leader dei mitici Weather Report) “…ognuno di noi finisce per suonare bene la musica che ascoltava da ragazzo, perché è lì che dice la verità…”.
Per realizzare tutto questo il musicista si è avvalso di uno dei migliori arrangiatori della scena pop italiana, Ugo Bongianni, da anni stretto collaboratore di Mina ed ottimo tastierista/programmatore elettronico; i due, insieme, hanno lavorato in preproduzione per mesi gomito a gomito su ogni brano riarmonizzandolo e cercando di “pesare” ogni nota come fosse musica classica, dal singolo accordo al colpo di batteria, alla scelta di un groove o di una sequenza, di un pad o di un moog, affinché niente risultasse scontato e fosse in linea con le sonorità più attuali.
Il risultato è uno straordinario intreccio di grooves unito alle percussioni e agli altri suoni elettronici.

Il musicista Riccardo Arrighini, tra i numero uno nel panorama europeo, è riuscito nell’affascinante impresa di unire la cantabilità delle melodie dei grandi Maestri (e la loro “familiarità”) con le sonorità più moderne da “Hit Parade”, quindi con elementi di “pop” , di “lounge”, di etnica o dance, il tutto condito con il Jazz, idioma musicale che rappresenta la libertà espressiva ed il rischio, perché permette di poter cambiare ogni volta l’esecuzione seguendo lo stato d’animo del momento.